Una delle prime notizie storiche che riguarda l'esistenza del quadro della Beata Vergine ad Nives, detta la "Cona greca", risale alla visita pastorale,fatta alla diocesi d'Isola, verso la fine del 1594 dal decano Nicolao Tiriolo da Catanzaro, vicario generale del vescovo Annibale Caracciolo, uno dei Prelati più zelante e munifico verso la diocesi d' Isola. Da questa visita pastorale si apprende che la Cappella della “Cona greca” godeva di un “Beneficio”consistente “ in cinque ducati ” . Ricopriva la carica di procuratore della Cona Greca Don Desiderio De Onofrio, tesoriere della cattedrale d'Isola, che ebbe tale incarico direttamente dal vescovo Annibale Caracciolo, per amministrare anche i beni della Cappella della Cona Greca, come si legge dagli atti della stessa visita pastorale.
Altri Benefici, sotto il titolo di Santa Maria della Neve, volgarmente detta "la Cona greca", consistevano in rendite. Queste rendite provenivano per lo più dalle donazioni di devoti o dal possesso di alcuni beni immobili e magazzini, come rivendicherà, in alcune sue lettere successivamente il vescovo Francesco Marino (1686-1717), riferendosi alle proprietà della Mensa vescovile isolana ed ai beni, appartenenti alla Cappella della “Cona greca”. La lettera recita:"... vicino al magazzino fatto da me fabbricare nuovamente, sei altri ve ne sono posti in fila, e attaccati l'un l'altro. Il primo del rev. Seminario, il secondo, terzo e quarto di particolari cittadini; il quinto e sesto della venerabile Cappella col titolo della Icona greca, dentro alla mia cattedrale".
Una pia leggenda molta diffusa tra il popolo narra che l'effigie della Beata Vergine provenga dall'Oriente e che sia approdata miracolosamente presso l'insenatura di Capo Rizzuto e ritrovata da un pastore. Questo pastore, di cui la tradizione non menziona il nome, mentre guidava il suo gregge al pascolo, lungo la battigia dell'azzurro mare avrebbe visto una tavola “ ondeggiante e luccicante sulla superficie delle acque, che si spingeva lievemente verso il lido”.
Riportiamo un passo del Cristofaro, riguardante il ritrovamento del miracoloso Quadro:"...Un bel mattino di agosto, 5 di quel mese (giorno in cui fino al 1724 veniva festeggiata e celebrata in Isola la festa in onore della Madonna Greca), colà dove l'onda azzurrognola dell'Ionio lambisce le rive di Capo Rizzuto, venne veduto ad un contadino, lì per avventura traentesi alla pastura degli armenti, ondeggiar lieve lieve sulla mobile superficie dell'onda una tavola, coronata dalle iridi della luce nascente, e avvicinarsi secondo che le aure quella spingevan verso il lido, e quasi dall'onda riverente su quello deporsi. Quella tavola miracolosa rivelava le sembianze di Maria Vergine, avente fra le braccia il Divin Pargoletto". (Salvatore Cristofaro di San Marco Argentano: In onore di Maria Vergine madre di Dio, che si venera in Isola come protettrice sotto il titolo di Madonna Greca. Edizione 3°, Catanzaro, 1896 ).